Nell’Origine → La Vetta → la Testa → La Madre della Morte/VitaEnglish · አማርኛ · العربية · বাংলা · Čeština · Deutsch · Ελληνικά · Español · فارسی · Français · Hausa · עברית · हिन्दी · Hrvatski · Magyar · Bahasa Indonesia · Igbo · Italiano · 日本語 · 한국어 · मराठी · Nederlands · Afaan Oromoo · ਪੰਜਾਬੀ · Polski · Português · Română · Русский · Српски · Svenska · Kiswahili · தமிழ் · ไทย · Türkçe · Українська · اردو · Tiếng Việt · Yorùbá · 中文

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Nella testa/vetta elohim… (Genesi 1:1 RBT)

Poiché il pregiudizio della Carne è morte, e il pregiudizio del Soffio, vita-zoe e una pace. Romani 8:6 RBT

Il pregiudizio determina tutto fin dall’inizio. E così il pregiudizio ebbe inizio al “principio”. Dove la parola ebraica “reshith” fu interpretata nel senso di “il principio”, iniziò il pregiudizio per il resto della Bibbia. “Reshith” è infatti il sostantivo femminile per “vetta” o “testa”. È la cima di una montagna, non “molto tempo fa”. Il maschile “rosh”, che significa “testa”, fu tradotto accuratamente come “testa”, ma quando si trattò di lei, reshith, il pregiudizio degli uomini si tenne alla larga. Innumerevoli (migliaia di) errori seguirono nel mondo dell’interpretazione e della traduzione, tutto perché lei non poteva assolutamente essere l’origine. Il risultato è il caotico Pantano che inonda il mondo intorno a te chiamato “la Bibbia”. È impossibile da comprendere, ed estremamente difficile persino da leggere (da qui il marketing di innumerevoli “traduzioni” che impiegano un’arte stupefacente). Oltre a ciò, vi è un’inconfutabile testimonianza manifesta davanti al mondo: lascia le persone a digrignare i denti nel buio, sole, astiose, addolorate e a sguazzare senza fine. Il Pantano è così fitto che non possono mai essere felici. Nelle adunanze, l’inferno di oscurità in cui vivono viene coperto da una maschera di luce. Incessantemente spaventati dall’ignoto, da ogni svolta, non riescono a fermare le proprie ansie. È il peggior tipo di menzogna quando menti a te stesso, figuriamoci agli altri. Inoltre, ha generato una pletora di bugiardi, assassini e ladri troppo numerosi per essere contati. Ribolliva di morte. È diventato un libro di sangue fino al “freno dei cavalli”.

Se il pregiudizio è sbagliato fin dall’inizio, si sbaglia l’intera cosa. E così, l’Opera Intera è un Errore.

Strong #7225, reshit, [femminile] testa. Questo è il femminile di rosh, #7218. La radice di queste parole è inutilizzata ma significa scuotere, tremare. Intesa nel significato di “testa” (perché scuote) e qui a lungo interpretata come un astratto e indefinito “principio”.

In tutti i testi ebraici questa parola “testa” è usata nel senso di “sorgenti”, cioè una fonte, o una cima di montagna. Una “fonte” potrebbe essere interpretata come un “principio”, ma il senso non è quello del tempo normale, e non vi è nulla nei testi che indichi che rosh/reshit siano correlati allo spazio-tempo cronologico. Infatti, si dovrebbe sapere che in ebraico non esiste una parola per “tempo” nel senso di tempo dell’orologio, tempo atomico, tempo cronologico o spazio-tempo. Esistono soltanto tempo opportuno, tempo stabilito, stagione, tempo delle mestruazioni, allora, ora, perpetuità, e tempo di domani, tempo della sera. Vedi #6256. Semmai, è correlato al centro o all’occhio del tempo.

L’autore scelse la versione femminile di testa. Perché? Qui risiede forse il mistero più enigmatico della Bibbia. Vi sono molti verbi radice che sono simmetrici, e lo sono di proposito. Tra i più notevoli vi sono hayah (divenire), nun (propagare) e harah (concepire). Questi sono alcuni dei più significativi nell’intera lingua ebraica. Riflettono opposti o lati positivo-negativo, tipo-antitipo. Prendendo le singole lettere come indizio:

היה hayah: [Ecco – la mano – Ecco] divenire

נונ nun: [seme – piolo/chiodo – seme] propagare

הרה harah: [Ecco – testa – Ecco] concepire

L’antica lettera ebraica ר resh:

testaIl nome di Maria fu tratto dall’ebraico miryam (Strong #4813) e ha il significato di “amara” dall’ebraico marah e di “ribellione” o “ribelle”. Ella contende con se stessa.

Amara (“Maria”), levatasi in quei giorni, fu trasportata con celerità nella regione montuosa, nella Terra del Lodato (“Giuda”), ed entrò nella casa di Colui Che È Ricordato (“Zaccaria]”) e salutò Dio-è-Sette (“Elisabetta”)…

E gridò a gran voce, e disse: “Benedetto è il frutto del ventre di te stessa, e da dove a me questa cosa, che la madre del Signore di me stessa è venuta verso me stessa? Poiché guarda! non appena la voce del saluto di te stessa è nata nelle orecchie di me stessa, il bambino balzò in esultanza dentro il ventre di me stessa… (Luca 1:39-44 RBT)

Come un figlio maschio inghiottito nel ventre, che balza all’udire il saluto di Elisabetta (Dio è Sette).

Amara (“Maria”) ode il saluto di Dio è Sette (“Elisabetta”)

 

Ecco Ecco

Con questa comprensione, “Nella testa” si riferirebbe al concepimento stesso della vita. Vita concepita. Elohim concepito. Eva, la “Madre dei Viventi”. La Madre di tutta la vita eterna. Immagina quanto debba essere bella, quando si manifesta in tutta la sua gloria, quando lei stessa discende dalla montagna?